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5 buone ragioni per fondare un ensemble di percussioni

Oxygen Percussion Quartet

Ci sono tante ottime ragioni perché tu decida di fondare oggi il tuo ensemble di percussioni. In questo post ti darò almeno cinque buoni motivi per farlo subito.

Sì, parlo proprio di uno di quei gruppi che tu forse pensi possano esistere solo all’interno di scuole e università e nello stesso tempo però ti chiedi come sia possibile trovarne alcuni al di fuori di quegli stessi ambienti: So Percussion, LA Percussion Quartet, Percussions de Strasbourg, Torq, Third Coast Percussion, gli italianissimi Tetraktis e infine i “famosissimi” (!) Oxygen Percussion Quartet.

Ecco allora 5 buone ragioni per intraprendere la stessa strada che quei gruppi hanno già iniziato a percorrere.

 

1. È possibile

Un ensemble di percussioni PUÒ esistere al di fuori di scuola e università. I gruppi di cui ti ho accennato nell’introduzione non sono eccezioni che confermano la regola. Sono al contrario la prova che fondare un ensemble di percussioni indipendente si può. E dato che si può, perché non farlo? E perché non farlo subito?

Forse però ti starai facendo qualche domanda, ad esempio:

  • come è possibile avere a disposizione una stanza adatta a provare con così tanti strumenti;
  • quando trovare il tempo di studiare tra una prova in orchestra e l’altra, tra una lezione privata e l’altra, tra un corso e l’altro che stai seguendo in Conservatorio o all’Università;
  • quanti soldi dovrai investire in nuovi strumenti, parti, pubblicità;
  • quanti soldi potrai mai guardagnarci;
  • e se dopo uno dei componenti va a lavorare in un’altra città?;
  • etc, etc, etc…

Io non so rispondere a tutto, però ti posso dire che quelle stesse domande me le sono già fatte in passato e ho capito che non ha senso perdere tempo con quei dubbi. Prima fonda il tuo ensemble, trova i tuoi compagni e dopo fai esattamente questo (rullo di tamburi, suspence….): parla di questi problemi con loro, insieme troverete una soluzione.

A titolo di esempio, riguardo al problema “Dove provare”, ti mostro qui sotto un fermo immagine di un video di una prova nel mio studio con l’Oxygen Percussion Quartet. La stanza misura 4 metri per 4 e dentro ci stavano 4 percussionisti e tutte le percussioni. Quando avevamo bisogno di più spazio ci spostavamo in cucina, togliendo il tavolo da pranzo.

Oxygen Percussion Quartet rehearsing

Sacrifici certo, ma tutto si può fare, se vuoi.

 

2. È divertente

Dì la vertità. Le prove dell’ensemble di percussioni sono stati o continuano ad essere i momenti in cui ti sei più divertito durante il tuo percorso di studi. È chiaro, tra strumentisti “fratelli” c’è più complicità rispetto a un ensemble multistrumentale o orchestrale e il clima è generalmente più disteso.

È importante ricordarsi ogni tanto che nella musica professionale esiste anche il puro divertimento perché troppo spesso ce ne dimentichiamo, abituati ed addestrati come siamo a suonare in orchestra dove ci impegnamo ad eseguire sempre e solo una parte che abbiamo magari studiato con difficoltà in un contesto lavorativo per sua natura ansiogeno.

In un ensemble di percussioni indipendente, senza nessun direttore e dove i tuoi colleghi sono per forza pochi e amici, l’ansia non può esistere. Divertirsi è un obbligo, oltre che una cosa naturale.

 

3. Impari cosa significa “libertà” e “responsabilità”

Quando suonavo negli ensemble di percussioni dei Conservatori dove studiavo, ero sottoposto al potere del professore / direttore, il quale stabiliva tutto: repertorio, concerti, vestiario, prove, pubblicità. E così doveva essere, perché l’Ensemble era un progetto interno al Conservatorio, e da esso dipendeva.

È esattamente quello che succede oggi con l’Ensemble di Percussioni del Liceo dove insegno. Decido io cosa si deve suonare, l’organizzazione delle prove, i concerti, tutto. E alla fine devo pure mettere un giudizio su come i miei studenti hanno eseguito quello che io ho deciso di fargli eseguire. Del mio lavoro rispondo alla direttrice del mio Liceo e ai loro genitori.

Tutto questo perché la responsabilità, in quanto docente e direttore dell’Ensemble, è mia.

In un ensemble di percussioni “privato” invece la libertà di decisione spetta a tutti i componenti del gruppo e, benché possa esistere un leader, le scelte vengono prese collettivamente, non cadono dall’alto.

A tutta questa libertà corrisponde evidentemente altrettanta responsabilità ed anche questo fa molto bene alla crescita personale di ogni musicista che voglia essere un professionista a tutti gli effetti e che non cerchi di nascondersi ogni volta sotto la coperta del “dipendente” (da un’orchestra, da una scuola, da un’università, da qualcosa o da qualcuno).

 

4. Puoi (devi) suonare tutti gli strumenti a percussione e tutti i generi

Foto by TEDx UND / CC BY-NC-ND

Foto by TEDx UND / CC BY-NC-ND

Non so te, ma se io ho scelto di suonare gli strumenti a percussione è anche perché sono stato attratto fin da subito dalla loro variertà. Ricordi cosa ti ho detto in uno dei primi post sulla classificazione delle percussioni…? Quando parli di questi strumenti, ricorda una parola: varietà. Di strumenti e di generi musicali.

Vuoi suonare in un ensemble di percussioni? E allora dovrai sapertela cavare sulle tastiere a percussione quanto sul tamburo, sui timpani quanto sugli strumentini orchestrali, avere buone basi sulla batteria quanto sulle percussioni etniche.

E non intendo solo strumenti tradizionali. Mi ricordo per esempio di quando ho registrato tanto tempo fa la Suite di Lou Harrison con l’Art Percussion Ensemble e gli strumenti erano all’incirca questi: lavandini, molle di camion, lastre di alluminio, freni a disco, altre oggetti di uso comune. Bene, ora se mi capita un lavandino tra le mani so il fatto mio in quanto a “prassi esecutiva”. È un fatto.

 

5. Soldi (o “schei”, dalle mie parti)

Ho imparato all’università che in una nicchia di mercato dove non c’è business difficilmente si creerà business. Beh, lo ben sai che nel “giro” degli ensemble di percussioni non si vedono molti soldi.

Però… io delle facoltà di economia universitarie non mi sono mai fidato molto e così, a naso, dico che secondo me le possibilità di “monetizzare” ci sono, eccome se ci sono.

Pensa in quanti contesti potresti suonare come gruppo. Ti faccio qualche esempio rispetto a quello che ho sperimentato io stesso grazie ai vari ensemble di percussioni con i quali ho suonato:

  • festival di musica contemporanea;
  • rassegne teatrali;
  • concerti organizzati da associazioni locali;
  • fiere;
  • manifestazioni varie;
  • scuole (concerti didattici);
  • lanci di prodotti (con l’Oxygen Percussion Quartet ho recentemente partecipato ad una serata di gala per la presentazione di un orologio di un marchio famoso che costava 450.000 €…);
  • locali (fidati, basta ragionare sul repertorio!)

Sono poche queste possibilità secondo te? Pensi che non girino abbastanza soldi in questi circuiti? Ti sbagli.

 

Conclusioni

Tanti mesi fa ho scritto un piccolo ebook gratuito dal nome “9 Essential Tips for Percussionists”, una piccola raccolta di consigli per il percussionista “in carriera”. Lo puoi scaricare qui sotto gratuitamente se sei interessato.

Bene, uno dei consigli, l’ottavo per la precisione, era: “Suona negli ensemble di percussioni”. Con il post di oggi ho cercato di approfondire un po’ la questione consigliandoti non solo di suonare in un ensemble di percussioni, ma di fondarne uno tuo al di fuori del contesto universitario e scolastico e ti ho dato 5 buone ragioni per farlo oggi, subito.

Io l’ho fatto nel lontanto 2010 insieme ad altri 3 amici, Arrigo Axia, Francesco Corso e Andrea dal Bianco, e sono convinto sia stata una delle mie più belle “creazioni” della vita: l’Oxygen Percussion Quartet. Non ti nascondo che esistano delle problematiche oggettive, ma ad ogni problema esiste una soluzione. Come ti ho spiegato prima, parlane insieme ai tuoi colleghi e tutto si risolverà.

Io sono convinto che il futuro sarà roseo per noi e in generale per questa particolare forma di gruppo da camera. Certo ne è passato del tempo da quando Varèse ha di fatto “fondato” la musica per soli strumenti a percussione con  “Ionisation”, del 1933. Eppure siamo ancora dei nenonati rispetto ad altri forme di gruppi di musica da camera “colta”.

Ma stiamo crescendo e prima o poi diventeremo grandi, in tutti i sensi.

Domanda: suoni in un gruppo di percussioni esterno dal contesto universitario e scolastico? Raccontaci la tua esperienza lasciando un commento.

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