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Let’s talk about percussion, drums and teaching!

La mia storia

Paolo Parolini

1987

Sono nato il 23 dicembre a Dolo, un piccolo paese nella provincia di Venezia. Questo è tutto quello che so della prima parte della mia vita.

Il resto inizia dopo i 6 anni, quando decido che da grande voglio suonare la batteria e fare la rockstar. Così, per cominciare a realizzare il mio sogno, mi metto a tamburellare incessantemente su tutte le superfici di casa. La mia famiglia approva.

1999

Dopo anni e anni di sfinimento psicologico che infliggo ai miei genitori e a mio fratello riesco a farmi comprare dei bongos. Da lì alla prima batteria ci vuole poco.

Ricordo ancora il fatidico giorno. Era il mio dodicesimo compleanno, aria natalizia, nevicava e giunto a casa trovo in soffitta il mio splendido regalo: una bellissima batteria rossa fiammante con tutti i piatti, lo sgabellino e le bacchette!

Sono così affezionato a quella batteria che poco tempo dopo la rivendo e ne compro una migliore.

Gli anni 0

Inizio a prendere lezioni da un maestro della zona che mi prepara anche all’ammissione in Conservatorio. 9 anni di reclusione tra tamburi e marimbe mi bastano per fare il salto di qualità da battipentole amatoriale a martellatore professionista.

Nel frattempo concludo il liceo scientifico e mi iscrivo alla facoltà di Economia dell’Università di Padova per studiare qualcosa di serio. Tre anni dopo esco con una laurea in mano e la certezza che la professione della rockstar è difficilmente conciliabile con quella del commercialista. Mi riscrivo in Conservatorio.

2009

Cambio aria e decido di frequentare un biennio di specializzazione orchestrale nella ridente cittadina di Adria, tra le foci del Po. Doppiamente maestro, cioè qualche migliaia di euro e 2 anni dopo, vado in giro per l’Italia e l’Europa a cercare fortuna nelle varie audizioni per un posto in orchestra.

Nel 2011 arriva la chiamata da un liceo musicale di Padova per una cattedra di percussioni: la scuola italiana ha bisogno di me… e questo prova il fatto della condizione catastrofica in cui versa l’educazione pubblica in Italia.

 

Oggi

Adesso continuo a riempire le casse del Conservatorio per dei corsi obbligatori (ma se sono obbligatori perché costano così tanto…?) per la formazione dei docenti. Nel frattempo lavoro ancora in quel liceo musicale e faccio del mio meglio per formare giovani rockstar.

Quando non insegno o spreco tempo in Conservatorio cerco di suonare e studiare il più possibile i miei strumenti.

Infine, possiedo anche una vita privata.

Fine della storia. Interessante? Non penso proprio, ma se mai volessi approfondire qualche momento di questa vita così al limite… sentiti libero di farmi tutte le domande che vuoi nei commenti! Ciao!

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