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Let’s talk about percussion, drums and teaching!

Living Room Music di John Cage

Sofà of a living room

Giuro che questo sarà il mio ultimo articolo su un lavoro per ensemble di percussioni di John Cage per un bel po’ di tempo. Promesso.

Nel frattempo ecco la mia esecuzione e una brevissima analisi di Living Room Music, un pezzo scritto da Cage nel 1940 per oggetti “di uso comune”. La registrazione che ho fatto di questa suite e che inserisco in questo post risale a più di 3 anni fa.

Cambierei qualcosa di quella registrazione? Certamente, ad esempio la mia splendida pronuncia veneta – inglese in Story, ma rimane una mia “versione” di quel brano e per me ha comunque un valore affettivo.

Buona lettura e buon ascolto!

 

STRUMENTAZIONE

Come per tanti altri brani di John Cage, la scelta della strumentazione è uno degli aspetti più particolari di questa composizione e le istruzioni a pag.2 della partitura sono abbastanza “interessanti”:

John Cage - Living Room Music

Istruzioni per Living Room Music (pag.2 della partitura)

  • primo esecutore – riviste, giornali o cartoni;
  • secondo esecutore – tavoli o altri mobili in legno;
  • terzo esecutore – libri abbastanza grossi;
  • quarto esecutore – pavimento, muri, porte o cornici in legno delle finestre.

C’è da dire che Cage lascia una certa libertà nella scelta della strumentazione, dato che propone oggetti diversi per ogni esecutore ma pretende (o così sembra) una differenza di altezza dei suoni dall’alto verso il basso, dalla prima alla quarta voce.

Anche la scelta dei battenti è non convenzionale e Cage, dopo averci spiegato che i primi tre esecutori usano le dita e il quarto i polsi, ce lo ricorda con una frase criptica: do not use conventional beaters. Ok John, no problem.

Infine il terzo movimento Melody, che nell’eventualità si decidesse di eseguirlo, va suonato su qualsiasi strumento adatto: a fiato, a corde o a tastiera.

La cosa bella di queste istruzioni è proprio che, lasciando abbastanza libertà agli esecutori di scegliere gli strumenti che preferiscono, fanno sì che ogni performance si concretizzi in uno spettacolo differente.

 

LA MIA VERSIONE

Allora, quali strumenti ho utilizzato io per la registrazione di Living Room Music?

  • Per il primo esecutore ho utilizzato due tazze da caffè latte suonate con due cucchiaini. Alla fine della registrazione avevo spaccato due cucchiaini e scheggiato una tazza. Sacrificati in nome della musica.
  • Per il secondo esecutore ho suonato un teponaxtle artigianale costruito da mio padre (per la Third Construction) e suonato con due bacchette di gomma per woodblocks su due lati differenti.

    Teponaxtle

    Teponaxtle artigianale costruito dal Parolini senior

  • Per il terzo esecutore ho preso a bacchettate una versione a copertina rigida del Don Chisciotte della Mancia. Il peso della cultura.
  • Per il quarto esecutore ho utilizzato un cuscino del divano del mio salotto. Anch’esso pestato senza pietà.
  • Per Melody ho trascritto la parte in Finale, l’ho trasformata in midi, importata in Ableton e l’ho fatta suonare da un sintetizzatore con un suono che io definirei “arrogante”. Forse Cage avrebbe apprezzato, forse no. In ogni caso non è lui uno dei pionieri della musica elettronica?

Comunque questo è il risultato:

 

LIVING ROOM MUSIC È UNA STORIA

L’analisi di Living Room Music ha degli spunti interessanti. La cosa più bella, per me, è che tutta la suite può essere letta come una storia “circolare”:

  • si parte con “To Begin”, un brano per sole percussioni, come un’introduzione.
  • Inizia la storia, guarda caso con il movimento “Story”, che parla di un mondo rotondo, circolare, dove si poteva andare “around and around”… 
  • La storia ha un suo protagonista, “Melody”, il terzo movimento, che potrebbe anche non esserci, il racconto starebbe in piedi comunque.
  • Alla fine si ritorna (around and around) ad un movimento per sole percussioni “End”. Fine della storia. O reinizio. 

 

SQUARE ROOT FORMULA

Ormai lo sapete. Suonate un brano di Cage scritto tra gli anni ’30 e la prima metà degli anni ’40? Per prima cosa, se volete capirne la struttura, andate a verificare se Cage abbia fatto uso della square root formula. Se non sapete che cos’è la square root formula leggete questo mio vecchio post.

In ogni caso in Living Room Music la square root formula NON è applicata MA… tutti e 4 i tempi hanno logica strutturale non casuale. Infatti il primo è formato da 36 battute divise in 6 sezioni, ciascuna composta di 6 battute. Il secondo è composto da 7 sezioni, ognuna di 7 battute più una battuta alla fine. Il terzo ha 64 battute, 8×8 giuste giuste e il quarto ha 7 sezioni da 7 battute più due battute finali.

Come sono divise queste sezioni? Dipende. A volte ci sono delle vere e proprie lettere, a volte una doppia barra, altre volte, come nella Third Construction ci sono delle cadenze ritmiche. Altre volte ancora le sezioni proseguono senza soluzione di continuità, evitando divisioni specifiche. Come sempre, struttura organizzata e caso si confondono nei brani di Cage.

 

RITMO E ALTRO

Living Room Music è una suite ritmica particolare. Se non altro perché il secondo movimento è una composizione per quattro voci, ritmiche. Sapete cosa dice il mio grande maestro Mac riguardo a “Story”? Che sembra un antenato del rap. Beh, come dargli torto.

Comunque: chi di voi conosce o ha eseguito “Geographical Fugue” di Ernst Toch scritta un decennio prima? È evidente che Story viene da lì, tanto che quel brano, originariamente in tedesco, fu tradotto in inglese proprio grazie agli sforzi di Cage e Henry Cowell.

Story, il secondo tempo della Suite, è in ogni caso il più famoso ed eseguito e l’aspetto più interessante è riuscire a far risaltare tutte le sfumature, gli accenti, i segni “neumatici” che Cage scrive in partitura. Io non so se ci sono riuscito bene nella mia versione. Sicuramente avrei potuto curare di più tanti di questi aspetti.

Di cadenze ritmiche, sincopi e quant’altro ho già parlato nell’analisi di Third Construction. Living Room Music, come First e Second Construction, è in qualche modo anch’essa, da questo punto di vista, un esercizio preparatorio per quel brano.

 

CONCLUSIONI

Termina qui la mia breve analisi. Si potrebbe parlare molto di più di questo brano, ma vorrei lasciare spazio ai vostri commenti. Soprattutto mi piacerebbe ascoltare le vostre versioni di Living Room Music. Le parti non sono difficili e si possono tranquillamente registrare in overdubbing, come ho fatto io 3 anni fa quando ero molto più incompetente di adesso dal punto di vista delle tecnologie per la registrazione.

Living Room Music, come altri brani di John Cage, è una composizione che va suonata e interpreta con uno spirito libero, divertendosi, giocando sul palco. Questo è quello che cerco di fare io ogni volta che la interpreto insieme all’Oxygen Percussion Quartet, all’esemble che dirigo nella mia scuola o… da solo davanti a un microfono.

Buon lavoro/divertimento!

 

Domanda: vorresti aggiungere qualche considerazione importante alla mia semplice analisi di Living Room Music? Oppure hai voglia di provare a registrare una tua versione di questa composizione? Lascia un link o un commento qui sotto!

 

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