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Let’s talk about percussion, drums and teaching!

Memoria muscolare

Muscle memory for musiciansIl nostro cervello è strano. Pensa che io non sarei in grado di dirti che cosa ho mangiato oggi a pranzo perché non me lo ricordo. Però se mi metti davanti a una marimba posso suonare pagine e pagine di musica a memoria.

E per farlo devo eseguire movimenti abbastanza complicati come controllare due bacchette per mano, suonare le note giuste, interpretare il brano etc. Questo prova almeno che, in quanto percussionista, sono un animale relativamente evoluto.

Ok, ma questo non centra…

Tempo fa ho letto invece un paio di cosette interessanti che riguardano la cosiddetta memoria muscolare o, per gli amici, il pilota automatico. In pratica quella cosa che ti permette di suonare “bene” senza mandare ogni volta in cortocircuito il tuo cervello.

Ecco, oggi ti voglio parlare di questo, secondo il mio punto di vista.

 

SIMILITUDINI

Siccome non sono in grado di fare un discorso scientifico su un argomento che tocca biologia, medicina e altre scienze, utilizzerò delle simpatiche similitudini.

  • Similitudine 1: in questo momento sto scrivendo a computer. Per scrivere la parola “computer” le mie dita devono premere le lettere c-o-m-p-u-t-e-r della tastiera. Per farlo correttamente ci metto all’incirca un secondo, l’ho appena misurato. Non penso ad ogni lettera perché le mie dita sanno dove devono andare. Quando scrivo a computer, ecco il pilota automatico in azione.
  • Similitudine 2: ricordi come hai imparato a parlare? Forse no, però all’incirca è successo questo: prima hai imparato il suono di qualche parola, poi hai cominciato a collegare alcune di queste parole per creare delle semplici frasi di senso compiuto, infine sei riuscito a collegare abbastanza frasi per formare un discorso. Non devi pensare ad ogni singola parola per parlare. Quando parli, ecco il pilota automatico in azione (consiglio: cerca sempre però di collegare il cervello al movimento della bocca e delle corde vocali).
  • Similitudine 3: ricordi quando hai imparato a camminare? Ancora una volta probabilmente no. Dapprima ti sarai quasi sicuramente concentrato tantissimo e avrai fallito, cascando e riprovandoci. Quando hai capito come funzionava, hai continuato a migliorare la tua camminata negli anni. Ora non pensi più ad ogni singolo passo che fai. Quando cammini, ecco il pilota automatico in azione.

Stop, hai capito dove voglio arrivare. Quando suoniamo, ecco il pilota automatico in azione.

COME FUNZIONA QUESTO PILOTA AUTOMATICO

Non sono un medico né un biologo quindi sto sicuramente per dirti un mucchio di fesserie dal punto di vista scientifico. Fatto sta che da quello che ho capito, funziona all’incirca così:

  • il nostro cervello è come una foresta. In questa foresta ci sono dei sentieri tracciati molto chiaramente: questi sentieri sono i movimenti che facciamo ogni giorno. Ad esempio quando scrivi a computer, parli, cammini, suoni. Insomma quello di cui abbiamo parlato prima.
  • Ogni volta che impariamo un movimento nuovo è come se dovessimo tracciare un nuovo sentiero in questa foresta. Dapprima sarà molto difficile farsi strada tra tutti gli alberi, ma a forza di passarci e ripassarci sopra creeremo il nostro nuovo sentiero, che è destinato, se lo vogliamo, a diventare un’autostrada. A discapito del problema della deforestazione. (Quest’ultima potevo risparmiarmela…).

Devi capire che quando siamo nati c’era solo un’enorme foresta e nessun sentiero tracciato. In parole povere non sapevamo fare niente e non possedevamo quasi nessun automatismo. Nel tempo abbiamo imparato un sacco di cose.

Ecco, quando abbiamo cominciato a suonare le percussioni è successa la stessa cosa. Prima abbiamo imparato a tenere in mano un paio di bacchette, poi abbiamo imparato ad eseguire i movimenti per fare i primi colpi al tamburo o al pad, ad un certo punto, per quelli più evoluti nella nostra brutta razza dei percussionisti, abbiamo imparato a suonare a 4 bacchette o a fare cose difficilissime alla batteria.

Pur rischiando di dire altre fesserie medico-scientifiche, ti cito quello che ho letto da qualche parte. Mi scuserai se sono così poco preciso nel riportare le fonti ma sono cose che ho letto da sempre qua e là in riviste più o meno specializzate. La memoria muscolare si sviluppa in 3 fasi:

  1. la prima fase è la fase cognitiva: quando impieghi tutta l’attenzione di cui disponi per compiere i movimenti che per te sono del tutto nuovi. Di solito bisogna farlo con grande difficoltà e molto lentamente.
  2. La seconda fase è detta associativa perché cerchi di collegare i movimenti di base al fine di ottenere un unico movimento fluido.
  3. L’ultima fase è quella automatica, e avviene quando sei così bravo da compiere i movimenti che vuoi senza pensarci. A questo punto puoi solo perfezionare il movimento attraverso la ripetizione e l’esercizio.

Ecco le due parole magiche. Ripetizione ed esercizio.

RIPETIZIONE ED ESERCIZIO

Quando studiavo in Conservatorio sono giunto a questa grande rivelazione: più mi esercitavo sui brani più mi venivano bene. Sono un genio e lo ben so.

Il punto è: per diventare un grande musicista bisogna studiare ed esercitarsi. Ed è un po’ il segreto per diventare grandi in qualsiasi campo. Non esistono trucchi o scorciatoie e il talento, per lo più, è una favola o una trappola (anche se a breve ti parlerò di quello che penso del fattore genetico).

Alcune discipline come la PNL, se applicate all’esecuzione musicale, insegnano che spesso la mente può incidere su quello che riusciamo o non riusciamo a fare nel momento della performance. Questo è abbastanza fuorviante. Purtroppo la realtà è molto più semplice: se non ci siamo esercitati abbastanza non riusceremo MAI a suonare correttamente. A prescindere da tutti i nostri pensieri o approcci psico-neuro-linguistici che abbiamo quando suoniamo.

Saper suonare significa esercitare mente e corpo contemporaneamente. Spesso però, purtroppo la mente supera i limiti del corpo e questo non serve a niente nella pratica. Per esempio: saper leggere la musica ti permette di capire a livello teorico quali movimenti devi fare sullo strumento per tradurre in suono quello che vedi scritto sulla pagina. Ma se non sei in grado di fare questi movimenti significa che non hai allenato abbastanza bene il tuo corpo.

La coordinazione, la forza e la resistenza (elementi imprescindibili per tutti i musicisti, soprattutto per i percussionisti e i batteristi) si ottengono solo con una routine quotidiana di esercizi. Solo attraverso la pratica riuscirai a migliorarti come esecutore. Lo studio della musica in generale e delle altre discipline ti migliorerà invece come interprete.

Kid playing drums

GENETICA? TALENTO?

La vita è strana: io so suonare le tastiere a percussione con 4 bacchette, due per mano, ma non sono mai riuscito a mangiare con le due bacchettine dei ristoranti orientali. Ok, la cosa non è interessante di per sé ma mi fa pensare a questo: sembra che ad alcune persone risultino naturalmente più semplici alcuni movimenti rispetto ad altri.

La genetica conta? Non lo so, secondo me solo in parte comunque. È chiaro che non mi posso spiegare in altra maniera i video che pullulano su youtube di bambini di 2 anni che suonano coordinati la batteria, se non tirando in ballo la genetica. Ma la musica, l’arte, il mondo cosa se ne fa dei bambini di 2 anni che suonano la batteria? Loro stessi cosa se ne faranno da grandi? Il talento, se c’è, dev’essere coltivato. Se non c’è, mai darsi per vinti.

Poniamo infatti che esista questa maledetta predisposizione genetica. Ok, e chi non ce l’ha? Non potrà mai fare il musicista? E per chi non nasce sapendo fare i conti, non potrà mai diventare un ingegnere? O chi non scrive racconti bellissimi a 8 anni, non potrà mai fare lo scrittore?

Ma no naturalmente. Tutto sta nella capacità di focalizzare il proprio impegno e la propria concentrazione per superare i propri limiti. E la capacità di focalizzarsi è direttamente proporzionale alla nostra forza di volontà (guarda la mia prima lezione su Youtube). Ancora una volta, volere è potere.

Quindi: la prossima volta che mangerò sushi in un ristorante giapponese saprò come usare quelle maledette bacchettine. Perché nel frattempo avrò studiato e fatto esercizio. D’altronde tempo da perdere ne ho tanto.

FARE LE COSE NEL MODO SCORRETTO

Alcuni anni fa mi è capitato di fare lezioni ad un ragazzino che aveva imparato a suonare la batteria solo con le braccia. Non sapeva proprio come utilizzare correttamente polso e dita. Insomma era male impostato, succede abbastanza spesso purtroppo.

Il fatto è che quando ti trovi di fronte a questi “casi” è molto più difficile insegnare la tecnica corretta. Perché? Perché è successo esattamente quello di cui ho parlato poco fa. Si è impresso cioè nella memoria muscolare un movimento che è diventato nel tempo automatico. Un movimento automatico… e scorretto.

Che come capirai è molto più difficile da sostituire con una “versione corretta”. Per la cronaca: alla fine sono riuscito a reimpostare questo ragazzo, anche se c’è voluto molto più tempo degli altri miei allievi.

La storiella ci conferma due cose:

  1. l’impostazione tecnica e le basi su cui fondiamo il nostro modo di suonare possono essere messe in discussione in ogni momento del nostro studio. PERÒ…
  2. PERÒ, prima impariamo correttamente l’impostazione meglio è, perché cancellare un movimento automatico scorretto impresso nella nostra memoria muscolare per impararne uno di corretto è più difficile che imparare correttamente fin da subito. Se impari una tecnica nel modo giusto fin da subito, sarà impossibile sbagliare in seguito. Semplicemente non sarai in grado di farlo, perché non conoscerai il movimento scorretto.

 

RICAPITOLANDO

Ricapitolando oggi ti ho detto che:

  • per suonare abbiamo bisogno di automatismi motori che si migliorano nel tempo;
  • gli automatismi si sviluppano in 3 fasi successive che si evolvono attraverso la ripetizione e l’esercizio quotidiano;
  • il talento e i fattori genetici contano relativamente poco;
  • meglio imparare subito correttamente che correggersi dopo;
  • mangiare con le bacchette nei ristoranti orientali è maledettamente difficile.

E per cercare di superare quest’ultimo aspetto così importante nella vita di ogni essere umano, corro a prenotare il più vicino ristorante giapponese.

A te consiglio di studiare ed esercitarti. Ciao!

Domanda: cosa pensi a riguardo della memoria muscolare e cosa fai per esercitarla? Lascia un commento.

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