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Registrare la batteria – Parte 2: Mixaggio in Ableton

Mixing drums in Ableton

Ok, a questo punto avevo quattro tracce separate di batteria da mixare, zero esperienza e tanta voglia di imparare e sperimentare.

Il programma che ho utilizzato per tutto l’editing è stato Ableton Live 8 perché ce l’avevo già e l’avevo utilizzato altre 3-4 volte per altri progetti, due ottime ragioni per continuare ad utilizzarlo.

Non sapendo da dove cominciare ho chiesto come al solito alla rete di aiutarmi. Qualche domanda mirata su un paio di forum frequentati da batteristi, tanti video tutorial su Youtube, articoli da vari blog etc. La risorsa più importante e senza la quale non avrei potuto concludere questa esperienza è stata un corso di Udemy su come mixare la batteria, del quale avevo già parlato in un post precedente.

Ho cercato di applicare quello che imparavo attraverso i video passo dopo passo, con due differenze principali rispetto al corso di Udemy:

  1. nel corso la batteria era stata registrata con 8 microfoni, mentre io ne ho utilizzati esattamente la metà;
  2. io ho lavorato con Ableton e non Logic Pro per mixare le tracce.

Puoi ascoltare il risultato di questo lavoro e la versione originale “raw” qui di seguito:

 

OPERAZIONI PRELMINARI

La prima cosa che ho fatto è stata raggruppare tutte e 4 le tracce creando una nuova traccia madre, detta “bus”, per poter aggiungere effetti e modificare il volume a tutte le tracce contemporaneamente.

In Ableton Live 8 basta selezionare le tracce nella vista sessione, tasto destro, e premere “Raggruppa tracce”. Quest’operazione, che per me ha avuto importanza solo nella fase finale del mixaggio, può essere cruciale nel caso di una registrazione multitraccia più complessa della mia. Se per esempio avessi registrato la batteria con 6 microfoni (che è quello che ho intenzione di fare in futuro) avrei potuto raggruppare i due microfoni panoramici e agire su di essi contemporaneamente.

Successivamente ho controllato se c’erano problemi di fase tra i microfoni, utilizzando il plugin “utility” e testando se invertendo le fasi tra un microfono e l’altro migliorava il risultato generale.

Infine ho aggiustato il bilanciamento delle varie tracce abbassando lievemente il volume della grancassa. In verità i volumi erano già praticamente pronti in quanto avevo già settato i gain sullo Zoom H6 prima di iniziare a registrare.

Bene, ultimissima operazione preliminare: spostare il pan dei due microfoni panoramici al 75% a sinistra per quello sopra il set e al 75% a destra per quello vicino al timpano per ottenere un suono più “aperto” nel mix finale.

Terminate queste operazioni preliminari sono passato alla fase dell’editing.

 

EDITING

Le tracce separate contenevano tutte e 4 le “takes” che avevo provato a registrare durante la cover. Mi ero fermato alla quarta registrazione perché ero abbastanza soddisfatto del risultato finale e non volevo accanirmi sul brano. E poi non riuscivo più a sopportare il caldo delle luci incandescenti che illuminavano la ripresa.

Ho quindi dovuto eliminare le take che non mi servivano e sincronizzare le 4 tracce tra loro, cosa molto semplice da fare in Ableton:

  • quando si inserisce la traccia nel programma, Ableton posiziona automaticamente dei marcatori virtuali dove rileva i picchi di suono. In pratica ogni colpo ha un suo marcatore;
  • poiché Mind Your Manners inizia con una botta ben definita di rullante, è bastato andare a ricercare il primo picco di suono nelle varie tracce, facendo attenzione per quanto riguardava la grancassa a prendere come riferimento il primo suono “distante” di rullante e non quello ben più definito della grancassa stessa;
  • dopo aver selezionato il marcatore esatto in ogni traccia è bastato dare il comando “stabilisci qui 1.1.1”. In questo modo si danno istruzioni ad Ableton di far iniziare le varie tracce tutte in quel punto preciso. Sincronizzazione completa.

Sono quindi passato alla fase di quantizzazione per cercare di correggere eventuali imprecisioni che avevo commesso registrando la cover. Non ci sono riuscito… Dopo aver capito i concetti generali di come quantizzare sul corso di Udemy, ho cercato di applicarli al mio progetto su Ableton ma non ci sono riuscito.

Da quello che ho potuto imparare in altri video-tutorial su Youtube la cosa dovrebbe essere molto facile. Basta smanettare un po’ con i vari marcatori spostando i suoni su una griglia virtuale di suddivisioni ritmiche. In pratica però non ho capito come si fa.

Nessuna giustificazione del tipo “se quantizzi perdi il lato umano del groove” per non essere riuscito a quantizzare . Avrei volentieri corretto alcune imprecisioni abbastanza evidenti nella registrazione di cui non vado fiero come quelle attorno al minuto 00:06, 1:40 e 1:47. Imparerò la prossima volta.

Per concludere la fase dell’editing ho pulito le tracce di cassa e rullante per dare più definizione a questi due strumenti isolando i colpi principali dal rumore di piatti e altri tamburi. Per farlo è bastato applicare un gate ad entrambe le tracce facendo attenzione, soprattutto per il rullante, a non alzare troppo il livello di threshold per non perdere le tante ghost notes.

A questo punto sono potuto passare alla fase del mixing.

 

EQ drums

MIXING

Prima di equalizzare ho applicato un compressore a rullante e grancassa per dare più uniformità ai due suoni in presenza di picchi dinamici. In entrambi i casi ho utilizzato i preset di Ableton “Snare Compressor” e “Kick Compressor” modificando di poco la soglia, l’attacco e il release a mio piacimento. Sui due panoramici non ho applicato nessuna compressione.

In seguito ho iniziato con l’equalizzazione:

  • per il rullante e la grancassa ho utilizzato i due preset di Ableton “Snare EQ 1” e “Kick EQ 1” senza modifiche. Solo per la grancassa ho aggiunto anche l’equalizzatore generale a tre livelli aumentando gli alti per dare più attacco e abbassando lievemente i bassi e medi per eliminare l’effetto cartone;
  • l’equalizzazione dei due panoramici è stata il vero tasto dolente dell’esperienza. Dopo 500.000 tentativi non sono riuscito ad ottenere un suono decente tra piatti e tamburi, in particolare tom e timpano. Ho usato tre equalizzazioni diverse tra loro ma uguali per entrambi i microfoni:
    • con la prima ho creato un picco attorno ai 100 Hz e tolto tutte le frequenze più basse. In questo modo ho cercato di eliminare il più possibile la cassa e contemporaneamente aumentare il suono del timpano e dare più corpo al mix generale;
    • la seconda equalizzazione è servita a pulire i panoramici da una frequenza “maligna” del rullante, attorno ai 770 Hz. Purtroppo non ho potuto eliminare completamente il suono indesiderato per non incidere sugli altri suoni (in particolare il tom) attorno a quella frequenza;
    • l’ultima equalizzazione è servita a dare un po’ più corpo alle frequenze medie dei piatti, in particolare hi-hat e ride, e per ottenere questo effetto ho alzato lievemente le frequenze intorno ai 3.17 kHz.

Successivamente mi sono occupato del riverbero utilizzando una traccia di ritorno e applicando un riverbero impostato su un preset di Ableton. Ho agito soprattutto su panoramici e rullante, senza praticamente intervenire sulla grancassa.

Infine ho inserito una compressione generale sulla traccia bus madre per uniformare lievemente la dinamica del risultato finale.

Fine. La traccia mixata la puoi ascoltare all’inizio di questo post o sul mio profilo Soundcloud.

 

CONCLUSIONI

Come ho anticipato nel precedente post che parlava della prima parte di questa esperienza (registrare con la tecnica Glyn Johns), non sono stato soddisfatto di quello che ho ottenuto alla fine del mix.

In particolare non sono riuscito a correggere le mie imprecisioni ritmiche perché non ho capito come quantizzare e non mi ha soddisfatto il suono generale per non essere stato capace di trovare un buon compromesso tra piatti e tamburi nell’equalizzazione dei due panoramici. Il tutto dovuto sicuramente a una serie di fattori, il principale dei quali è la mia mancanza di esperienza.

Che dire? Sbagliando si impara e io grazie a questo lavoro ho imparato tantissime cose. Spero di aver tempo di riprovarci a breve, questa volta utilizzando 6 microfoni in modo da poterne dedicare due specifici a tom e timpano e concentrare il lavoro di equalizzazione dei due panoramici sui piatti.

Se sei un percussionista alle prese con le tue prime registrazioni “home made” spero di esserti stato utile mentre se sei già esperto di queste cose ti prego, non ridere di me!

Ciao!

 

Domanda: hai qualche suggerimento da darmi su come avrei potuto ottenere un risultato migliore per questo mix? Qualche consiglio utile a chi, come me, di queste cose ci capisce ben poco? Ti ringrazio e ti chiedo di lasciare un commento.

REGISTRARE LA BATTERIA - PARTE 1
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