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Percussionista vs batterista: differenziare i percorsi nella scuola pubblica?

Percussionist vs drummer

Percussionisti e batteristi! Non ditemi che non vi è mai passato per il cervello il pensiero “quanto sono più figo io che sono”:

A) PERCUSSIONISTA rispetto a lui che è BATTERISTA

oppure

B) BATTERISTA rispetto a lui che è PERCUSSIONISTA.

Certo, lo sappiamo tutti che è un discorso idiota in partenza. Così ASSOLUTAMENTE IDIOTA che non ci tengo proprio a parlarne in questi termini.

Però la questione solleva un dibattito importante dal punto di vista didattico al quale io, da insegnante, devo saper rispondere.

Il problema sostanzialmente è questo: quanto spazio dare allo studio della batteria all’interno del percorso di studi di un percussionista? E poi, se un ragazzo dimostra totale indifferenza rispetto agli altri strumenti a percussione e vuole suonare solo la batteria, non dovrebbe essere un suo diritto farlo? E la scuola pubblica non dovrebbe garantirgli questo diritto?

Queste sono le principali domande alle quali cercherò di dare risposta in questo post.

 

LA MIA ESPERIENZA E L’ATTUALE SITUAZIONE NEI CONSERVATORI

Chiaro che la prima domanda che mi faccio quando mi pongo la questione batterista vs percussionista è “chi sono io?” o, al massimo, “cosa vorrei essere io?”. Dunque, io sono un percussionista e sono anche un batterista. Certo vorrei essere un batterista migliore. Ma vorrei essere anche un percussionista migliore.

Come ho detto nel primo post che ha lanciato questo blog parlando dei batteristi, “se fosse per me li metterei dentro al calderone dei percussionisti”. Perché, effettivamente, la batteria fa parte a tutti gli effetti degli strumenti a percussione. Ma nello stesso tempo (e questo lo dico nel post sulla classificazione delle percussioni) “la storia e la prassi di questo strumento [la batteria] si è sviluppata su una strada diversa e parzialmente indipendente rispetto alle altre percussioni”.

Ho avuto varie fortune da questo punto di vista nella mia carriera di studente di strumenti a percussione perché:

  1. Ho sempre amato la batteria che è stata il mio primo strumento e che mi ha formato all’inizio anche tecnicamente. E oltre a studiarla l’ho sempre suonata in gruppi e band di vario genere.
  2. Nel percorso di studi che ho seguito in Conservatorio, la prova sulla batteria era inserita all’interno del programma della prova finale del diploma ed era prevista in due esami specifici nel piano di studi del biennio di II livello.

È chiaro allora che grazie ai miei interessi personali ma anche a come sono stati strutturati i percorsi all’interno del Conservatorio, io non ho mai dovuto pormi veramente il problema: “sono un batterista o un percussionista?”.

Ma la questione rimane se consideriamo le aspirazioni personali di ognuno e il fatto che nella scuola pubblica (medie e superiori) i piani di studio non sono corrispondenti chiaramente a quelli del Conservatorio, che ha da poco fatto entrare (finalmente) nelle sue vetuste aule della tradizione musicale gli strumenti cosiddetti “moderni” appiccicandogli l’etichetta, a mio parere tra l’altro riduttiva e a suo modo conservatrice, di jazz.

 

PERCORSI DI STUDIO DIFFERENZIATI

Partiamo allora dal dato di fatto che ho appena sottolineato: i percorsi a livello accademico sono già distinti. Come comportarsi quindi nelle scuole medie a indirizzo musicale e nei licei musicali?

 

Scuole medie a indirizzo musicale

Per questo livello scolastico dobbiamo partire dalla legge, che nel caso italiano fornisce delle indicazioni da seguire obbligatoriamente. Nel decreto da prendere in considerazione vengono specificati 4 strumenti a percussione – tamburo, timpani, xilofono e vibrafono – e alla fine viene aggiunto il requisito di “saper eseguire […] piccole composizioni per setup o per strumento unico con o senza accompagnamento di un altro strumento”.

Tra i tanti significati della parola “setup” ognuno può leggerci, se vuole, anche quello specifico di “batteria”. La legge, come sempre accade in Italia, poteva essere scritta meglio e prevedere più esplicitamente lo studio base, ad esempio, dei principali ritmi pop, rock e jazz. In questo modo non si lasciavano dubbi e perplessità ai professori.

Eppure nella sua parziale indeterminatezza la legge afferma con chiarezza che alle scuole medie si studiano le percussioni, non la batteria solamente, che però può rientrare (e a parere mio DOVREBBE rientrare) all’interno del percorso didattico.

Una scelta a mio giudizio condivisibile perché ad un livello base si cerca di fornire agli eventuali futuri percussionisti/batteristi una preparazione musicale il più ampia possibile

 

Licei musicali

Qui entriamo nel mio territorio perché insegno in un Liceo Musicale ormai da quattro anni. Quali indicazioni mi dà la legge in questo caso? Niente di specifico, o quasi.

Il quasi si riferisce alle Indicazioni Nazionali e al Regolamento dei nuovi licei. Quest’ultimo ci dice che i percorsi liceali quinquiennali sono divisi in 2+2+1. “Il primo biennio è finalizzato all’iniziale approfondimento e sviluppo delle conoscenze e delle abilità e a una prima maturazione delle competenze caratterizzanti le singole articolazioni del sistema liceale”. Parole che, per quanto riguarda l’esecuzione e l’interpretazione strumentale, io traduco con: riprendere possibilmente ciò che è stato fatto alle scuole medie, approfondirlo e cominciare a studiare cose nuove.

“Il secondo biennio è finalizzato all’approfondimento e allo sviluppo delle conoscenze e delle abilità e alla maturazione delle competenze caratterizzanti le singole articolazioni del sistema liceale”. Identico al primo biennio dove erano solo state aggiunte le parole “iniziale approfondimento e “una prima maturazione”. Tipico della legge italiana…

Infine “nel quinto anno si persegue la piena realizzazione del profilo educativo, culturale e professionale […] e si consolida il percorso di orientamento agli studi successivi e all’inserimento nel mondo del lavoro”. Qui la mia interpretazione, almeno per quanto riguarda il campo dell’esecuzione e dell’interpretazione strumentale, è quella di dare la possibilità ai ragazzi (che ne sono interessati) di prepararsi in modo tale da poter sostenere una prova di ammissione a un triennio di Conservatorio.

Drummer playing drums

 

LA MIA IDEA

Ora, poiché in Conservatorio come già detto esistono un percorso “moderno” e uno “classico” e poiché una preparazione specifica a questi due corsi a parer mio non può essere concentrata solo all’ultimo anno del liceo, la mia idea sarebbe questa:

  • Nel primo biennio mantenere uno studio generalista delle percussioni che preveda, tra gli altri strumenti, anche la batteria. Il tutto ad un livello musicale e tecnico più approfondito rispetto a quello delle medie musicali.
  • Dalla terza superiore fino alla quinta compresa compiere una scelta di percorso per chi vuole approfondire le percussioni classiche – strumenti orchestrali, timpani, tastiere a percussione, tamburo etc. – e chi sceglie un percorso “moderno” intraprendendo lo studio della batteria e dell’improvvisazione jazz, eventualmente anche sul vibrafono.

 

PROBLEMI

Alla mia proposta si contrappongono una miriade di problemi di varia natura, ma i due principali sarebbero:

  1. per quanto riguarda l’aspetto pedagogico bisognerebbe dimostrare come lo studio della sola batteria, o comunque del repertorio moderno e jazz, rispetto alla totalità degli strumenti a percussione e alla musica cosiddetta “colta”, negli ultimi 3 anni di liceo possa formare sufficientemente un ragazzo dal punto di vista musicale. Ma a questa perplessità non penso si possa arrivare ad una risposta convincente in nessun caso se non cadendo nel solito discorso idiota “musica classica” vs “musica moderna” tanto simile al discorso idiota “percussioni” vs “batteria”.
  2. I professori. Bisognerebbe assumere professori che conoscano il repertorio specifico e la prassi esecutiva degli strumenti che insegnano. Questi nuovi professori non dovrebbero essere formati solo sul versante musicale ma, come me, anche sul versante didattico e pedagogico (per quanto la didattica e la pedagogia nei Conservatori sia a volte insegnata da persone incompetenti e senza esperienze dirette nella scuola). Nello stesso tempo i professori “vecchi” come me dovrebbero, a seconda degli studenti che lo richiedono, lasciare spazio a quelli nuovi.

E in quest’ultima mia perplessità si cela forse l’ostacolo più arduo da abbattere, eventualmente. Io, se potessi decidere, mi farei volentieri da parte a eventuali nuovi colleghi più preparati di me nel campo specifico della batteria. Ma tutti gli altri…?

 

CONCLUSIONI

Caro percussionista/batterista, ti chiedo scusa per averti annoiato questa volta con un post pieno di leggi, proposte, burocrazia… forse era meglio un articolo banale su quanto è più figo suonare la batteria rispetto a.. etc etc.

In ogni caso se puoi dare qualche contributo a questa discussione, ti invito a farlo nei commenti.

In futuro scriverò la seconda parte della disputa “percussionista” vs “batterista”, questa volta focalizzandomi sulle prospettive lavorative delle due figure. Ciao!

 

Domanda: cosa ne pensi della proposta che ho delineato qui? Hai altre idee riguardo a come dovrebbe essere organizzato lo studio delle percussioni e della batteria all’interno del sistema scolastico? Lascia un commento!

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