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Let’s talk about percussion, drums and teaching!

Percussionista 2.0 – Parte 5: Podcasts e LMS

Percussion podcast

Mi piace tantissimo ascoltare podcast che parlano di percussioni mentre corro in bicicletta verso il lavoro. Odio il fatto che, purtroppo, di podcast che parlano di percussioni praticamente non ce ne siano.

Mi piace inoltre imparare grazie ad internet. E se lo faccio in un ambiente virtuale, pensato appositamente per la didattica, cioè un Learning Managment System, mi piace ancora di più.

Siamo giunti all’ultima puntata della serie “Percussionista 2.0” dove ho parlato delle risorse tecnologiche più utili a noi percussionisti. Oggi concludo trattando i podcast (sui quali come hai capito non potrò dilungarmi) e gli LMS, vale a dire Learning Management System.

Per i podcast citerò:

  • Il podcast della Vic firth;
  • Drumchattr Podcast;
  • Marching Round Table Podcast;
  • The Throne Podcast.

Mentre per quanto riguarda gli LMS oggi parlerò brevemente delle mie esperienze su:

  • Coursera e un corso di Gary Burton;
  • Udemy e delle lezioni su come mixare la batteria;
  • Curious e le possibilità di guadagno per noi (poveri) insegnanti.

Cominciamo dai podcast.

 

PODCAST

Il podcast è una tecnologia che permette di scaricare file da una sorgente a un programma aggregatore. Traduco: invece che andare sul sito della Vic Firth a guardarmi la nuova puntata sugli strumenti a percussione, accendo iTunes, scarico i file (o utilizzo lo streaming) e guardo tutto da lì. Oppure programmo iTunes perché scarichi i nuovi contenuti automaticamente.

Il podcast della Vic Firth è semplicemente la riproposizione dei contenuti video pubblicati nel sito divisi in tre sezioni: batteria, marching percussion e percussioni classiche.

Più interessante è l’esperimento del podcast audio di Drumchattr (del cui blog ho parlato nel penultimo post di questa serie). Qui si possono trovare interviste ai percussionisti “che contano” mentre raccontano delle proprie esperienze professionali. Oppure si possono semplicemente ascoltare Tom Burrit, Dave Gerhart e Shane Grifin, i principali creatori del progetto, mentre conversano su argomenti “percussivamente” interessanti.

Io ho scoperto il podcast di Drumchattr da poco e mi sto riascoltando tutti gli episodi dell’archivio. Putroppo l’aggiornamento con le nuove puntate è stato terminato a Giugno 2012, un vero peccato. Tom, Dave, Shane: se per caso leggeste mai questo articolo vi prego, riprendete in mano questo progetto!

Tanto per farvi un’idea sui contenuti del podcast di Drumchattr, prima di mettermi a scrivere questo articolo stavo giusto ascoltando una puntata dove veniva intervistato Pedro Carneiro, il più famoso percussionista portoghese, mentre discuteva, tra le altre cose, su come le percussioni siano state introdotte relativamente da poco nei Conservatori del Portogallo e di quanto l’internet marketing sia un aspetto importante anche per un percussionista. Due argomenti per me molto interessanti.

Un altro podcast dove si parla anche di percussioni è “Marching Round Table Podcast”. Ora, da buon italiano di marching band ne so ben poco. Qui in Italia studiamo tutti la tecnica per il tamburo rudimentale, abbiamo in casa la nostra bella copia delle 150 marce del Wilcoxon, ma di esperienza vera e propria di marching band non ne possiamo fare.

Tuttavia se bazzicassi nel mondo delle marching band il Round Table Podcast sarebbe il mio ascolto preferito. I contenuti sono in forma di interviste e sono creati da 4 professionisti del settore. Si parla soprattutto di come vengono creati questi enormi show nei campi da football delle università americane e vengono dati vari consigli anche su come affrontare le eventuali competizioni. Una risorsa veramente eccezionale per chi si occupa di Marching Band.

Per finire ringrazio Dave Gerhart di Drumchattr e Percussioneducation per avermi fatto scoprire “The Throne Podcast”, il programma creato da Colin Campbell, un percussionista e batterista freelance e insegnante nell’area di Chicago. Ho ascoltato solo qualche puntata del podcast e visto un paio di video del suo canale Youtube. Colin è simpaticissimo, gli argomenti trattano della quotidinaità della vita di un percussionista e per finire le interviste ai suoi ospiti sono molto interessanti. Mi sono immediatamente abbonato al suo podcast e sono diventato uno dei suoi follower su Twitter. Sarà uno degli ascolti che mi accompageranno nei prossimi giorni.

 

LEARNING MANAGEMENT SYSTEM

Dunque, un paio di domande per introdurre il discorso:

  1. Su internet si può imparare? Si, certo.
  2. Youtube, i blog, i podcast, sono stati creati per istruire? No, non per forza. Al contrario dei Learning Management System.

I Learning Management System (abbreviati in LMS) sono infatti degli ambienti virtuali creati nella rete per gestire contenuti formativi: cioè corsi, online o offline, documenti, quiz, video, registri elettronici e forum di discussione. A volte viene prevista anche la possibilità per gli studenti del corso di tenere un proprio blog personale inerente alla materia.

Alcuni LMS, quelli di cui mi occuperò io oggi, possono inoltre essere concepiti come vere e proprie piattaforme applicative che permettono l’erogazione di un corso totalmente in modalità e-learning, comprendendo la distribuzione del materiale, l’iscrizione degli studenti e il tracciamento delle attività online.

Attualmente questi sistemi di distribuzione e gestione di corsi sono ancora in fase di sviluppo e non pienamente sfruttati, ma sono già il mezzo su cui si basa l’e-learning fornito anche a livello istituzionale.

N.B.: tecnicamente l’LMS è il software che alcuni siti utilizzano per creare e gestire i corsi online, non il sito stesso. Quelle che seguono sono invece recensioni di tre siti che usano tre software diversi. Dunque il termine LMS, in questo caso, sarà usato solo per comodità.

 

COURSERA – “JAZZ IMPROVISATION” DI GARY BURTON

Coursera è una piattaforma che permette di offrire corsi di livello universitario gratuiti in formato MOOC, acronimo che sta per Massive Open Online Courses, ossia Corsi online aperti a tutti. Il sito è stato creato da alcuni docenti di Scienza dell’Informazione dell’Università di Stanford

Cosa si può fare su Coursera? Ci si può iscrivere gratuitamente e altrettanto gratuitamente si possono seguire online corsi creati dalle Università di tutto il mondo. Chi vuole può decidere di certificare i corsi seguiti. Potrebbe sembrare esagerato ma già in alcuni Stati le certificazioni su Coursera sono riconosciute come aggiornamento professionale.

Tra i corsi, che contemplano un’ampia gamma di tematiche tra cui le discipline umanistiche, le scienze sociali, il business, la medicina etc, ne spicca uno tenuto da Gary Burton per il Berkley College of Music sull’improvvisazione jazz.

“Hai detto Gary Burton?”. Si, ho detto Gary Burton.

Il corso consiste in una serie di video-lezioni e contempla anche dei quiz che permettono di focalizzarsi su alcuni dei concetti più importanti. Inoltre sono previsti dei lavori da completare a casa come la registrazione audio di assoli ed esercizi che vengono poi discussi da tutti gli studenti del corso e da Gary Burton stesso, prevedendo feedback immediati attraverso l’utilizzo di spazi forniti da Coursera. Questo è possibile chiaramente se si segue il corso nel momento in cui i video vengono erogati e quindi discussi. Altrimenti si possono comunque vedere le lezioni ma non partecipare alla discussione.

Le 5 lezioni sono così strutturate:

  1. Concetto di improvvisazione come linguaggio
  2. Il vocabolario del musicista improvvisatore
  3. Scegliere le scale da usare mentre si improvvisa
  4. Elementi di armonia jazz
  5. Tema e variazioni

Ora, io non sono mai stato un asso nell’improvvisazione jazzistica sul vibrafono, però ho voglia di imparare e il corso di Gary Burton va ben oltre le basi perché con il materiale che ci fornisce si può studiare per moooolto tempo.

Tutto gratis. Dove sta la fregatura? Non c’è, giuro.

Learning Management System

 

UDEMY E LE LEZIONI SU COME MIXARE LA BATTERIA

I corsi su Coursera sono creati dalle Università e si rivolgono prevalentemente a studenti di livello universitario. E’ improbabile quindi che su Coursera possa trovare delle valide lezioni che mi spieghino, per esempio, come nutrire i pesci nello stagno del mio giardino o i concetti base dell’arte Feng Shui.

A dire il vero io non ho uno stagno nel mio giardino e non ho la minima idea di cosa sia il Fen Shui, però se volessi imparare tutte queste cose certamente andrei a seguire i corsi proposti da Udemy. Questa piattaforma propone infatti prevalentemente video “how-to” pensati per il grande pubblico. Questo non è sinonimo di scarsa qualità, è solo un ambiente virtuale molto diverso rispetto a Coursera.

Io sto seguendo per esempio un corso interessantissimo su Udemy che spiega come mixare la batteria. Da profano delle tecniche di mixaggio (per la prova ascolta questo terribile video che ho registrato al tamburo qualche anno fa) questo corso è semplicemente tutto ciò di cui avevo bisogno.

Sono 16 lezioni divise in tre sezioni: preparazione, editing e mixing. Ogni lezione è accompagnata da link che riportano ad articoli di un blog per approfondimenti vari e da uno spazio per la discussione dove si possono porre quesiti e rispondere a quelli esistenti. Costo: 50$. Ben spesi.

 

CURIOUS E LE POSSIBILITÀ DI GUADAGNO

Qualche settimana fa ho pubblicato sul mio canale Youtube alcuni video didattici dedicati a chi vuole cominciare a suonare gli strumenti a percussione. Qualcuno a San Francisco, forse per errore, ci ha cliccato sopra e li ha visti.

Così ho ricevuto una mail da quel qualcuno, evidentemente un impiegato di Curious, nella quale mi viene chiesto se posso pubblicare quei video nel loro sito ed eventualmente continuare la collaborazione in futuro.

Ora, non so se raccontando questa storia sto nuocendo a questa nuova piattaforma LMS che forse si sta già pentendo di avermi contattato, però è proprio in questo modo che ho fatto la conoscenza di Curious.

Sulle caratteristiche di questo LMS non posso dire molto, perché sto cominciando ora a scoprirlo. In generale posso dire che Curious è sostanzialmente simile a Udemy, con un’impostazione del modo di seguire le lezioni leggermente diversa e la possibilità per chi impara di mandare all’insegnante delle “Curious Card” che possono contenere video o foto di quello che si ha imparato.

La morale della mia storia a cui voglio arrivare è però un’altra, e più pratica. Con le piattafome LMS si può guadagnare. Questo perché c’è la possibilità di creare dei corsi o delle lezioni a pagamento. Una parte minoritaria del guadagno rimane alla piattaforma (nel caso di Curious il 30%, per Udemy ancora non mi sono informato), il resto va all’insengnante.

So che per alcuni che mi stanno leggendo la mia sembra la scoperta dell’acqua calda, eppure io non sapevo di questa ulteriore possibilità di “monetizzare” la propria conoscenza (concetto che, togliendo ogni parvenza di romanticismo e idealismo, è ciò che faccio ogni giorno insegnando nella scuola pubblica).

Dunque ora concepisco gli LMS non più solo come una piattaforma dove imparare, ma anche dove, eventualmente, guadagnare.

 

CONCLUSIONI

Con le recensioni di oggi finiscono gli articoli della serie “Percussionista 2.0” dove ho parlato delle migliori risorse tecnologiche e web per i percussionisti. Ricapitolando gli argomenti delle varie puntate sono stati:

Tutto ciò di cui ho scritto si basa su quello di cui io ho fatto diretta esperienza, dunque un punto di vista molto limitato. Eppure già con l’ultimo post sui blogs ho cominciato a ricevere alcuni suggerimenti di altre risorse che non conoscevo da parte di alcuni di voi.

Questo è ciò che mi piace di più della rete e della tecnologia: ci permettono di condividere le informazioni che pensiamo possano essere utili anche agli altri. Io spero di averlo fatto nel miglior modo possibile con questa serie articoli. O almeno ci ho provato.

Ciao!

 

Domanda: quali altri podcast conosci sulle percussioni? E per quanto riguarda gli ambienti LMS, ne conosci altri che possano essere utili a chi legge questo blog? Lascia un commento.

PARTE 1 - VIDEO MIGLIORI

PARTE 2 - MIGLIORI APP

PARTE 3 - WEBSITES

PARTE 4 - BLOGS

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