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Let’s talk about percussion, drums and teaching!

Come prepararsi ad un concerto in orchestra

Orchestra conductor

Alzi la mano chi non si è mai trovato in ritardo nello studio di una parte da suonare in orchestra.

Funziona all’incirca così: vieni chiamato dall’orchestra che necessita della tua preziosa e imprescindibile professionalità di percussionista. Arriva un’email con l’indicazione dei giorni di lavoro e delle musiche da suonare. Se si è fortunati arrivano anche le parti. Tu ti segni nell’agenda i giorni della produzione (così fai il figo ogni volta che devi dimostrare agli altri quanto sei impegnato), dopo di che fai altro fino a uno-due giorni prima della prima prova quando il pensiero “cavolo non so neanche che cosa devo suonare” si fa via via più fastidioso. Allora inizi a studiare, forse…

Bene, tutto questo succede periodicamente anche a me, eppure ci sono strategie per prevenire lo “stress-da-preparazione-di-produzione-orchestrale”, una malattia comune tra molti musicisti freelance.

 

NON TROVARTI ALL’ULTIMO SECONDO

Il consiglio ti sembrerà banale ma è la cosa migliore che puoi fare: comincia a leggerti le parti il prima possibile.

Allora, supponiamo che tu sia stato contattato al telefono e ti sia stata inviata una mail con le informazioni su come e dove si svolgeranno le prove ed il concerto. Appena arrivata la mail dell’orchestra puoi fare due cose:

  1. Se le parti sono allegate nella mail: inizia a studiare le parti.
  2. Se le parti non sono allegate nella mail: cerca le parti!

A questo punto potresti chiederti come si cercano le parti nell’eventualità numero 2. Anche in questo caso hai varie possibilità:

  • cercarle su internet (una risorsa strautilizzata in questo caso è imslp.org);
  • chiederle a chi ti ha contattato dall’orchestra;
  • chiederle ai tuoi colleghi;
  • chiamare il tuo caro vecchio ed esperto maestro.

In ogni caso quelle parti le devi avere per tempo e cominciare a studiarle il prima possibile.

E se invece di una parte singola ti fosse stata inviata una partitura con tutte le percussioni? Ecco a quel punto la cosa si fa interessante. Dunque qui si distingue il percussionista codardo dal percussionista impavido:

  • Il percussionista codardo studia la parte che gli aggrada di più e poi quando arriva al primo giorno di prove fa di tutto per convincere gli altri che a lui era stata assegnata (dall’alto..) proprio quella parte.
  • Il percussionista impavido invece si prepara su tutte le parti e suona quella che gli viene richiesta in accordo con tutta la sezione dei percussionisti.

E tu cosa vuoi essere, un percussionista impavido o un percussionista codardo…?

 

STUDIA CON LE REGISTRAZIONI

Torniamo a noi. Il passo successivo è cominciare a studiare queste benedette parti. Quali strategie utilizzare?

La prima cosa che faccio è osservare la parte e capire:

  • La contestualizzazione: che musica sto suonando, di quale autore e di quale epoca;
  • quali strumenti dovrò suonare;
  • se ci sono passaggi difficili e assoli.

Quando ho capito bene o male di che morte dovrò morire di solito accendo il computer, mi collego a YouTube e cerco se esistono registrazioni di qualità che mi possano aiutare. Tengo a portata di mano matita, gomma ed evidenziatori.

Quindi indosso le cuffie, mi concentro e clicco play. Davanti a me solo la parte scritta, lo schermo del computer, ciò che mi serve per prendere appunti e niente percussioni per ora.

Ascolto due, tre volte i vari brani e mi segno tutti i passaggi, i cambi di strumento e le indicazioni di cui ho bisogno. Questa fase può occuparmi anche un’intera giornata di studio perché un concerto per pianoforte e orchestra di epoca romantica, per esempio, dura in media una trentina di minuti minimo.

 

STUDIA CON LA PARTITURA ORCHESTRALE

Studiyng the score

Ecco una delle caratteristiche che differenzia il professionista dal dilettante: la contestualizzazione della propria parte all’interno della partitura orchestrale.

Di certo una partitura oltre a leggerla è bene capirla ma anche se non possiedi grandi doti di analisi musicale lo studio della partitura può darti grandi vantaggi come, banalamente, leggere eventuali riferimenti di altri strumenti che possano tornarti utili durante la performance.

E non finisce qui perché lo sguardo alla partitura ci può aiutare a capire come la nostra parte si inserisce all’interno dell’opera, qual’è il nostro ruolo in quanto percussionisti, quando dobbiamo emergere e quando dobbiamo rimanere sullo sfondo del discorso musicale.

Troppo complicato? Niente affatto. Lo studio (della musica, non solo delle percussioni) e la pratica ti renderanno esperto anche in questo.

 

E INFINE: PROVARE SULLE PERCUSSIONI

Solo dopo aver svolto tutti questi passaggi io ti consiglio di andare a suonare sugli strumenti. A questo punto hai fatto praticamente il 90% del tuo lavoro.

Ora se ci sono problemi dal punto di vista esecutivo tutto quello che devi fare è… risolverli! “Grazie Parolini…” starai pensando tu ed effettivamente non posso che darti ragione.

Ma per parlare di questa fase ho bisogno di più tempo e dunque dedicherò a questo argomento successivi post.

Intanto ti consiglio la lettura di questo bellissimo articolo di Rob Knopper, un percussionista molto più saggio ed esperto di me, su come affrontare i problemi che riguardano la tecnica. Prima di tutto: ammettere che si ha un problema. Come dargli torto… Buona lettura!

 

TRA IL DIRE E IL FARE

Bene, spero di averti dato qualche consiglio azzeccato o di averti suggerito qualcosa di interessante. Se sei d’accordo o vuoi completare in qualche modo il mio ragionamento, ti prego, scrivi un commento! Lo stesso vale se pensi che abbia scritto grossissime stupidaggini…

Sintetizzando quello che ti ho consigliato in questo post è:

  1. recupera le parti il prima possibile;
  2. studia le parti ascoltando la registrazione;
  3. studia la partitura;
  4. esercitati agli strumenti.

Intanto mentre scrivo so che domani dovrò andare a suonare in orchestra, in programma il “Secondo Concerto per Pianoforte di Ravel” (il cui secondo tempo è una delle buone ragioni per vivere) e l’”Ouverture sui temi ebraici” di Prokofiev (versione con grancassa).

Secondo voi avrò seguito la strategia che predico? Tra il dire e il fare…

 

Domanda: quale strategia utilizzi tu per prepararti ad una produzione in orchestra? O meglio, pensi che sia necessario utilizzarne una? Lascia un tuo commento.

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