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Let’s talk about percussion, drums and teaching!

Essere un bravo percussionista o avere tanti strumenti a percussione?

Too many percussion instrumentsAvere tutte le percussioni del mondo non fa di te un percussionista migliore.

Caro lettore, io non ti conosco, ma se sei anche solo un pochino simile a me allora casa tua, il tuo studio, insomma, il posto dove suoni… è pieno di percussioni e accessori inutili. Sbaglio?

Allora dimmi, quante volte hai pensato:

Se solo avessi quel piatto… come suonerei meglio jazz alla batteria!
Se solo avessi quella quadriglia di bacchette… allora sì che cambierebbero le mie esecuzioni di Bach alla marimba!
Se solo avessi un vibrafono Musser… con quello sì che avrebbero senso le mie improvvisazioni jazz!
Se solo avessi una nuova scheda audio… quanto milgliorerebbe la qualità dei miei video su youtube!

La verità è che il 99% delle volte in cui pensi “se solo avessi …” stai solo trovando una giustificazione per perdere tempo al posto di:

  • studiare;
  • lavorare;
  • vivere.

Avere strumenti e accessori migliori non fa di te un percussionista migliore, te lo ripeto. Lo studio, la disciplina, la perseveranza: queste cose fanno di te un percussionista migliore (a questo proposito, vedi il mio primo video “educational”).

Parliamone.

 

PERCUSSION DECONSTRUCTION

Ho deciso di scrivere l’articolo di oggi dopo aver letto un post di qualche tempo fa di Michael Bettine nel bellissimo blog sulle percussioni  percussiondeconstruction.com. Il post era intitolato  “The Nature of Creativity” – part 3. 

Michael spiegava come non basta avere tanti strumenti per essere un musicista e le prime due frasi utilizzate per iniziare il post sono da questo punto di vista illuminanti:

l’essenza della musica ci dice che noi siamo i veri strumenti. Non importa quali strumenti utilizziamo. 

Questo mi ha subito fatto pensare a quanti “oggetti musicali” (termine che comprende gli strumenti musicali stessi, le bacchette, i software per la musica, le app, le parti, i leggii, etc etc…) possiedo.

Quanti di questi oggetti ho mai veramente utilizzato? Di quanti potrei fare a meno? Quante volte ho comprato doppioni dello stesso strumento solo perché ero attratto da un modello di una marca diversa?

E soprattutto: quante di queste cose che occupano l’ambiente dove vivo e studio – casa mia – valgono veramente i soldi che ho speso per comprarle?

 

L’ETERNA GIOVENTÙ DELL’INDUSTRIA DEGLI STRUMENTI MUSICALI

L’industria degli “oggetti musicali” è veramente vastissima e cresce ogni anno di più. Sono certo che solo dieci anni fa non esisteva così tanta scelta. Io stesso sfogliando oggi le varie riviste di settore scopro marche che non avevo mai sentito nominare! Per non parlare dei nuovi modelli di vecchie marche.

Sono vecchio a 27 anni? Non penso… è l’industria degli oggetti musicali che è “eternamente giovane”.

Ricordo anche di quando da piccolo divoravo letteralmente quelle stesse riviste brulicanti di pubblicità e sognavo, prima di andare a letto, di possedere questa o quell’altra batteria, piatti di ogni tipo e tutti i modelli delle bacchette esistenti al mondo.

Un sogno, o forse un incubo sotto altri punti di vista, che poi nel tempo si è trasformato cambiando i miei “oggetti del desiderio” come cambiavano e si evolvevano i miei interessi artistici.

Le batterie e i piatti sono diventati marimbe, vibrafoni, timpani, percussioni latino americane e dopo ancora tastiere midi, schede audio, dispositivi elettronici di ogni tipo.

Insomma, più i miei interessi musicali crescevano e si espandevano più i soldi nel mio portafoglio diminuivano, comprando tante cose delle quali avrei potuto fare sicuramente a meno.

Ma se i soldi rimangono in fondo carta straccia, il tempo, quello che ho perso dietro a queste sciocchezze, non mi verrà mai più risarcito.

Quello è perso per sempre.

marimba mallets

 

STOP

Solo qualche mese fa, e di questo me ne vergono, ho preso una decisione. Dovevo cambiare pelli alla mia batteria jazz.

Così sono caduto nelle solite dolci tentazioni. Ricordo di aver passato ore e ore a guardare video – recensioni su youtube e a leggere articoli, post e commenti sui vari forum di settore per scoprire quale doveva essere la mia pelle PERFETTA!

Quanto tempo perso, quante stupidaggini ho letto e visto. Mi sono accorto che mi stavo comportando come uno scemo, esattamente come quando avevo 16 anni e sognavo la batteria con la doppia cassa, 10 tom, 15 piatti etc.

Bene, mi sono detto “diamoci un taglio”. Così mi sono svegliato e ho deciso: scegliere una marca e focalizzarmi su uno, massimo due modelli. E indovina un po’ che cosa ho comprato alla fine? Delle comunissime Remo Ambassador coated delle quali, tra l’altro, sono felicissimo.

In breve: ho deciso di applicare questa filosofia “minimal” a tutto il resto degli strumenti e accessori musicali. Per farti un esempio ti faccio una piccola lista delle marche che utilizzo in questo momento:

  • Marimba e vibrafono: Yamaha;
  • Bacchette e mallets: Vic Firth;
  • Bacchette per timpani: Knauer;
  • Timpani: Ajax – Majestic;
  • Pelli: Remo;
  • Batteria: Tama;
  • Piatti: Zildjian;
  • Percussioni etniche: LP. 

Questo non significa che disprezzo le altre marche. La mia è solo una scelta che mi sono sentito in dovere di fare.

Il ragionamento è: sono felice di quello che possiedo? Se la risposta è sì, quando e se avrò bisogno di sostituire un pezzo o comprare nuovi strumenti “affini” mi rivolgerò allo stesso marchio.

Così ora posso guardare in pace il catalogo di quelle e SOLO quelle marche che leggi qui sopra.

 

FRITZ HAUSER 

Finisco con l’ultima considerazione. Nello stesso post di Michael Bettine c’era il link ad un video di una piccola parte di uno spettacolo di Fritz Hauser. Ti invito a darci un’occhiata perché è molto interessante. Puoi visualizzaro proprio qui sotto.

Come puoi vedere… lì c’è un uomo e il suo tamburo. E questo è lo spettacolo.

Ecco, ma cosa c’entra questo con il discorso “strumenti migliori vs musicista migliore”?

C’entra perché se guardi Hauser non puoi non pensare a come questo percussionista sia arrivato a concepire l’idea di uno spettacolo, fare musica, creare bellezza, con uno, un solo strumento. Rudimentale, elementare, ed essenziale. Un tamburo, dal suono a mio parere stupendo.

Non sto dicendo che dovremmo buttare dal terzo piano la nostra marimba, i piatti e tutte le percussioni di cui disponiamo. Dico solo che dovremmo più spesso pensare all’essenzialità ed evitare il superfluo.

Concetrarci sulla musica e non sugli strumenti musicali.

P.S: ringrazio ancora una volta Michael Bettine per avermi fatto riflettere col suo splendido blog e vi invito a darci un’occhiata. Ne avevo già parlato nel post sui blog dei percussionisti.

Alla prossima!

 

Domanda: hai mai pensato di focalizzarti solo su alcune marche quando acquisti strumenti a percussione e accessori escludendone preventivamente tante altre? Lascia un commento.

 

 

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