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Come studiare un nuovo brano per marimba – Parte 1

Marimba, where to start

Studiare un brano nuovo per marimba è un gran casino. O almeno questo è quello che pensano i miei allievi.

Ed è quello che pensavo anche io alla loro età prima di trovare un metodo di studio efficace.

Nei prossimi tre post, cominciando da oggi, ti spiegherò quello che ricordo ogni volta – OGNI VOLTA – ai miei allievi quando do loro un nuovo brano da studiare.

I tre post tratteranno specificatamente 3 fasi:

  1. Operazioni preliminari (l’articolo di oggi);
  2. la fase dello studio vero e proprio del brano;
  3. la fase di verifica ed esecuzione finale.

Buona lettura!

 

OPERAZIONI PRELIMINARI

 

Leggi il titolo

Ti sembrerà una cosa stupida e scontata, eppure noto che i miei allievi non lo fanno quasi mai.

Parti dal titolo. Come per un libro, spesso il titolo ti da (più di) una mezza idea di quello che il brano vuole raccontare. Perché tutti i brani raccontano qualcosa. Beh quasi tutti…

Per quelli che lo fanno spesso la musica nasce da un’idea principale, che può essere qualsiasi cosa, ad esempio:

  • un’immagine: “Dream of the Cherry Blossoms ” di Keiko Abe (il brano per marimba che ho suonato al mio diploma);
  • una persona: “Nancy” di Emmanuel Sejourne;
  • una forma: “Gavotte en Rondeau” di un certo Bach;
  • un’armonia: “Etude in C Major” di Clair Omar Musser;
  • … un dolce: “Marshmellow” di David Friedman.
  • etc.

Insomma, il titolo può essere qualsiasi cosa e ci può suggerire qualsiasi cosa rispetto a quello che sarà la musica. Può anche non suggere niente. Vale la pena comunque di provare a guardarlo e pensarci.

 

Ascolta il brano

Dopo il titolo secondo me la seconda cosa da fare quando ti appresti a studiare un nuovo brano sulla marimba è ascoltarlo con la parte davanti.

Perché? Perché non partire da una lettura a prima vista direttamente sullo strumento, per esempio?

Beh, questa è una mia opinione ma secondo me partire dall’aspetto sonoro di un brano, quindi dall’ascolto, piuttosto che concentrarsi fin da subito ad eseguirne le note, ci permette di capirlo meglio. Ed è essenziale per impostare lo studio.

Certo, se la parte è veramente facile a quel punto conviene provare a suonarla fin da subito, se sei capace. Solo che spesso purtroppo, per una ragione o per l’altra, suonare tutto un brano a prima vista è difficile.

Attenzione, stiamo parlando delle OPERAZIONI PRELIMINARI allo studio di un brano. La lettura a prima vista riveste per me un ruolo comunque importantissimo, del quale parlerò nel prossimo post.

What would Beethoven do?Dunque, ho detto che bisognerebbe prima di tutto ascoltare il brano. Ma come puoi farlo in pratica? Hai tre possibilità:

  • Ascolti una versione registrata su un cd.
  • Qualcuno che ha già studiato il brano, il tuo insegnante per esempio, te lo suona.
  • Accendi youtube e, facendo MOOOOOLTA attenzione a quello che trovi, cerchi un’esecuzione decente del brano in questione, sapendo che la maggior parte dei video che troverai saranno delle esecuzioni dal vivo.

E se proprio non puoi ascolarlo? Fai quello che nel 1800 facevano Ludovico Van e suoi amici. Ludovico van, che tra l’altro oltre a non avere un iPod e Youtube (anche se questo non è mai stato provato), era pure sordo.

Che faceva Ludovico Van? Si guardava la parte e se la cantava in testa. Fallo anche tu.

 

Capirne il senso

Mentre ascolti (o leggi) un brano è possibile che comincerai ad associare alcune sensazioni alla musica. Comincerai a dargli un senso insomma.

Cosa vuole raccontare il compositore con questa musica, cosa vuole evocare? Certo, sempre che voglia raccontare o evocare qualcosa, come dicevo prima,

È il proseguo di quel tipo di analisi che avevi cominciato a fare dopo aver letto il titolo ed è l’aspetto più importante di tutti. Quello che risponde alla domanda “why”…? Perché suonare questo brano?

Prima delle note giuste, del ritmo e di tutti gli aspetti “oggettivi” da suonare correttamente, c’è il senso. Se non sei in grado di capirlo o di darne uno, la tua esecuzione sarà semplicemente… inutile. O, in altri termini, brutta.

Ma non avere fretta, dare un senso ad un brano e quindi alla sua interpretazione sarà un impegno mentale che dovrai mantenere e rinnovare per tutta la durata del tuo studio. Quindi comincia da subito.

 

Analisi strutturale

Secondo ascolto – lettura: di quante parti è costituito il brano e come sono delimitate queste parti?

Rispondere a questa domanda è molto importante perché ti permetterà di sviluppare una sorta di mappa mentale del testo musicale. E avere un’idea, anche se approssimativa, di come si sviluppa la musica – il racconto – significa conoscerla meglio.

Quindi mentre ascolti comincia a segnarti con la matita o un colore la macrostruttura del brano. Non pensare a concetti particolarmente difficili quando lo fai, quelli che ti insegnano al corso di analisi musicale.

Trovare le parti principali in un brano per marimba è di solito un compito relativamente facile. Basta aprire le orecchie e guardare sulla parte dove cambia la tessitura, oppure il tempo, il ritmo, le dinamiche, l’armonia. C’è quasi sempre un indizio, qualcosa che ti dice: “da qui in poi ti racconto qualcosa di diverso”.

Dopo che ti sei evidenziato la macrostruttura, comincia anche a individuare la microstruttura: i periodi, le frasi, le semifrasi. Anche in questo caso, non pensare a cose particolarmente strane. Ascolta la musica, è un linguaggio come tutti gli altri. È esattamente come leggere un testo. Le frasi sono spesso evidenti, hanno un “profilo”. Notalo.

A questo punto hai una mappa più o meno accurata del brano che ti appresti a studiare. Ora non ti resta che concentrarti e iniziare dalla prima semifrase della prima frase del primo periodo della prima parte del brano. Semplice no?

Semplice, sì. Manca solo un’ultima cosetta prima di iniziare lo studio vero e proprio. Ma questa volta puoi prendere in mano le bacchette perché si comincia a lavorare sulla marimba!

 

Analisi armonica

L’analisi armonica… Ma come? Tutto questo lavoro “di intelletto”, mi dici di prendere in mano le bacchette… e ancora con questa ANALISI!?!

Sì, ma questa volta facciamo presto, e comunque è essenziale.

Marimba and scorePrima domanda: in che tonalità siamo? E se non siamo in un contesto tonale, c’è una qualche altra logica, ad esempio modale, a livello armonico?

Perché farsi questa domanda: semplice, perché a quel punto puoi cominciare a lavorare sulla marimba su alcuni esercizi preparatori: scale, arpeggi, intervalli, permutazioni e doppie note verticali ad esempio.

Questi esercizi ti preparano non solo dal punto di vista tecnico ad affrontare i passaggi principali nella parte, ma anche a “entrare in sintonia” con le note principali del brano.

La marimba è una “selva oscura” di piastre in legno. Quando suoni devi cominciare a vedere il luccichio, lo “shining” per dirla alla Stephen King, di alcune di queste piastre. Devono guidarti come un sentiero tracciato in mezzo alla foresta…

E il sentiero, il più delle volte, è tracciato secondo una logica armonica. Quindi abituati a fare sempre un minimo di analisi armonica e prima di iniziare a studiare, riscaldati eseguendo gli esercizi che ritieni più utili nella tonalità o nel modo del brano.

Se hai un insegnante che ti possa consigliare gli esercizi migliori, meglio. Se non te li suggerisce, chiediglieli.

 

Conclusioni e next steps

A questo punto sei pronto ad iniziare lo studio vero e proprio, la seconda parte del processo di apprendimento di un brano. La parte più lunga, ma non esattamente quella più importante.

La prima parte, quella che ti ho spiegato oggi, è secondo me un momento essenziale nello studio di un pezzo per marimba. Le basi su cui si fonda tutto il lavoro successivo, che in mancanza di queste sarà più lungo, meno efficacie e anche meno divertente.

Di come affrontare questa seconda parte di lavoro ti parlerò nel prossimo post. Intanto accendi il metronomo, per entrare nel mood giusto…

A presto!

 

Domanda: cosa fai prima di iniziare a studiare un nuovo brano per marimba? Lascia un commento. 

PARTE 2 - SUONARE LE NOTE PARTE 3 - VERIFICA ED ESECUZIONE
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