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Let’s talk about percussion, drums and teaching!

Timpani: strumenti sopraffini

Timpani

I timpani sono strumenti sopraffini.

Non mi ricordo dove ho sentito per la prima volta questa frase. Forse dal grande Mac, uno dei miei Maestri e timpanista dell’Orchestra di Padova e del Veneto.

Deve avermi detto anche che suonare i timpani in orchestra è il mestiere più bello del mondo. Io non faccio il timpanista a tempo pieno perché mi guadagno da vivere insegnando a scuola, quindi non posso confermarti quest’ultima sua opinione.

Però ho fatto abbastanza esperienze come timpanista in orchestra e ho vinto un paio di concorsi e quindi penso di poterti raccontare qualcosa di interessante riguardo a questi pentoloni, come piace chiamarli a me.

Lo ammetto: se mi chiedessi a quali strumenti a percussione non sarei MAI disposto a smettere di suonare io ti risponderei: i timpani. Sono i miei strumenti preferiti.

Non posso spiegarti il perché, esattamente come non posso spiegarti perché ho deciso di cominciare a suonare la batteria. È una cosa a livello istintivo, penso. C’è chi ama la batteria, chi la marimba, chi il vibrafono jazz. Io amo i timpani in particolare.

Ecco, l’argomento del post di oggi, se non l’avessi capito, sono i timpani. Secondo il mio punto di vista.

 

IL SUONO

Il suono è tutto. Una frase scontata per qualsiasi strumento musicale. Eppure con i timpani devo continuamente ripeterlo ai miei studenti e a me stesso. Concentrati sul suono.

Non so, forse bisognerebbe iniziare a studiare i timpani come primo strumento a percussione, prima ancora che il tamburo o la tecnica base sul pad.

…Forse sono un po’ esagerato. Il fatto è che è così maledettamente difficile tirare fuori un suono decente sui timpani la prima volta dopo aver suonato i vari tamburi, tastiere a percussione, etc. I timpani, d’altronde, sono strumenti sopraffini.

Voglio dire, sai tenere in mano un paio di bacchette, le fai rimbalzare sul tamburo, il tamburo suona. E il discorso vale all’incirca anche per la marimba e il vibrafono.

Ora, prendi una bacchetta di feltro, la fai rimbalzare sul timpano, il timpano suona, ma SOLO se sai come farlo suonare. Altrimenti abbaia. E bisogna anche saper farlo abbaiare bene, tra l’altro.

Io non mi ricordo quando ho imparato, quando si è accesa la scintilla, la rivelazione del suono. Dev’essere stato più o meno come per tutti: il maestro mostra e spiega, l’allievo prova e ripete. Fino a che si ottiene un suono decente.

Con i miei allievi faccio così:

  1. dopo aver insegnato come si accordano i timpani, spiego e mostro il movimento base per ottenere un suono legato e morbido;
  2. quindi metto sul leggio il primo esercizio del Knauer. Le prime due battute contengono due colpi, do – sol, due quarti ciascuno. Nessuna indicazione di articolazione, quindi colpi legati. Suono io, poi chiedo all’allievo di ripetere;
  3. se il suono morbido e legato non c’è faccio ripetere fino a quando non sono soddisfatto. E posso farlo rimanere fermo a provare quelle due battute e quei due suoni anche un mese intero.

Alla fine l’allievo impara, di solito.

Ecco, io non so se questa sia una tecnica consigliata sui libri di didattica, non penso proprio. Per questo funziona.

Ma il suono non basta.

 

TECNICA E MUSICALITÀ

Poco fa ho detto che a volte penso che bisognerebbe cominciare a studiare i timpani ancora prima del tamburo o delle tastiere a percussione. Come ti dicevo, è un’esagerazione.

Studia la tecnica. Studia il tamburo. Non puoi suonare questi strumenti se non hai un’ottima tecnica nelle mani. Dopotutto, benché i movimenti per ottenere i suoni desiderati siano in gran parte diversi rispetto alla tecnica del tamburo, la velocità, la destrezza, la forza e la sensibilità nel suonare con due bacchette si ottengono solo suonando il tamburo.

D’altronde per fare un rullo a colpi singoli bisogna muovere le mani velocemente, più o meno. E per imparare a muoverle velocemente bisogna studiare il tamburo. Questo solo a titolo di esempio.

Certo l’intenzione, il movimento, il gesto cambiano totalmente dal tamburo ai timpani, ma ciò non toglie che se non hai una buona tecnica al tamburo non puoi suonare i timpani.

Per quanto riguarda il discorso sulla musicalità, avere a disposizione dalle due alle quattro note (spedalamenti a parte) a volte può sembrare restrittivo. Le cinque ottave di una marimba possono colmare la nostra sete di note. Ecco perché è consigliabile a tutti i timpanisti studiare marimba e tutte le altre tastiere a percussione.

A parte gli scherzi, un giorno potrai applicare tutta la tua vena solistica esercitata sulle tastiere a percussione sulle “poche” note dei tuoi pentoloni.

A proposito di questo, un’altra metafora del mio Maestro Mac. Parlando del suo grande Mentore David Searcy, timpanista della Scala fino a qualche anno fa e col quale io stesso ho avuto l’occasione di fare una sola – memorabile – masterclass, dice: “David Searcy era il Rostropovich dei timpani”. E vi garantisco che chi ha conosciuto David lo può confermare.

David era un musicista sopraffine.

 

Sauce pans as timpani

CARATTERE

I timpani si suonano con carattere. Tutti gli strumenti a percussione (e tutti gli strumenti musicali in generale) si devono suonare con carattere, in effetti. Solo che sui timpani, come per il discorso sul suono, questo aspetto viene evidenziato ancora di più.

Tu puoi conoscere perfettamente la tecnica dei timpani e applicarla correttamente mentre suoni. Ma questo non basta. Come dicevo all’inizio i timpani si suonano in orchestra. In orchestra si suona spesso la musica più bella del mondo, e questa non è un’opinione.

Ora, se tu pensi di interpretare una sinfonia di Beethoven come se fosse un esercizio del Knauer, Vic Firth, Friese/Lepak (tutti metodi che uso quotidianamente in classe) è meglio se lasci in pace questi strumenti.

Quando suoni i timpani in orchestra devi tirare fuori il carattere. Mi spiego: devi sentirti morire quando suoni la quarta scena dal secondo atto delle Valchierie, ballare nel primo tempo della Settima di Beethoven, evocare gli spiriti dell’inferno nell’introduzione all’O Fortuna dei Carmina Burana, essere una macchina da guerra nel finale della Sagra della Primavera.

Insomma, interpretare un brano di QUEL repertorio non è come suonare un brano di musica giapponese contemporaneo per marimba. Con tutto il rispetto per la musica giapponese, i compositori giapponesi, la marimba, i marimbisti e chiunque si senta insultato da quello che ho detto.

I timpani sono strumenti sopraffini.

 

PASSI PER AUDIZIONI

Ho suonato tanti brani per timpani e per due volte sono arrivato secondo nel concorso internazionale “Giornate della Percussione” eseguendo pezzi tratti dal repertorio solistico.

Carter, Beck, Shinstine, Vic Firth, tutti nomi legati a questo tipo di brani. Ma per lavorare in orchestra saper suonare la famosa marcia di Carter non serve, di solito. La conoscenza dei principali passi orchestrali, quella sì che serve.

Quindi studia più passi orchestrali che puoi, suona con le registrazioni delle più grandi orchestre al mondo, studia le partiture, godi della musica che impari prima ancora che sezionarla in poche righe per studiarne i passi.

È l’unico modo per interpretare correttamente un passo per timpani perché, se non lo avessi capito, i timpani sono strumenti sopraffini.

(Psss! Se vuoi sapere cosa ne penso delle audizioni in orchestra, leggi il mio precedente articolo su come affrontare un’audizione!).

 

STRUMENTI SOPRAFFINI

Bene, penso di averti tediato più che sufficientemente con tutte queste parole quasi sdolcinate sui miei strumenti a percussione preferiti. Scusami, d’altronde mi succede sempre quando parlo di timpani. I miei allievi lo sanno.

Io possiedo solo una coppia centrale di timpani in fibra di una marca che penso non esista neanche più, la Ajax. Il mio sogno, un giorno, è possedere una quadriglia di pentoloni armonici professionali di rame. Li terrò in salotto probabilmente, per darmi un tono con gli amici…

Di audizioni come ho già detto non ne faccio più molte. Solo ogni tanto, tra un pezzo giapponese alla marimba e un altro (lo ammetto, anche io studio Keiko Abe… “ma va?”), accendo lo stereo e mi metto a suonare qualche sinfonia dei Grandi. Così, per divertirmi.

 

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