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Let’s talk about percussion, drums and teaching!

Preferiresti insegnare percussioni al liceo o alla scuole medie?

Xylophone

Se potessi scegliere, preferiresti insegnare percussioni alle scuole medie o al liceo musicale? Di solito la risposta sarebbe “insegno dove trovo da insegnare”. Solo che io questa scelta l’ho dovuta fare per davvero.

L’anno scorso ho insegnato percussioni alle scuole medie e avrei potuto decidere di rimanere a lavorare lì per tutta la vita. Se non fosse che, alla fine, ho capito che insegnare alle scuole medie per me sarebbe molto più difficile rispetto che alle scuole superiori. Così, dato che potevo scegliere, ho deciso di tornare ad insegnare al liceo musicale.

Lo dico subito, tanto per evitare fraintendimenti. Sono felice di aver insegnato un anno alle scuole medie. Sono cresciuto professionalmente e umanamente grazie al fatto di aver avuto degli studenti strepitosi, nessuno escluso. Oggi dopo 3 mesi dalla fine della scuola ancora mi commuovo pensando all’ultimo saggio finale di giugno dove erano tutti insieme sul palco per suonare “Into the light” di Kevin Tuck. Rock and roll.

Però ho preferito tornare al liceo perché personalmente penso che lavorare lì mi si addica di più. Cioè penso che per me sia – lo dico chiaramente – più facile per almeno 5 motivi. Eccoli qua.

Disclaimer: questo post si basa sulla mia esperienza di insegnante di percussioni al liceo musicale, dove sono tornato a lavorare dopo un anno di insegnamento in una scuola media a indirizzo musicale. Queste due realtà scolastiche italiane sono specifiche e complesse, ma a parere mio molte argomentazioni possono essere generalizzate a tutti gli studenti dei due gruppi di età (11-13 e 14-18) anche al di fuori dell’ambiente della scuola pubblica italiana.

 

1. ETÀ

I ragazzi… pardon. Volevo dire i bambini… Scusate ancora, ricomincio.

Gli individui tra gli 11 e i 13 anni sono nel pieno di quel periodo dello sviluppo umano che va sotto il nome di preadolescenza. Ora, non serve aver frequentato un corso di psicologia dell’età evolutiva all’università per capire che la preadolescenza è un gran casino. Non che dopo i 14 anni sia tutto rose e fiori, ma la preadolescenza, probabilmente, è anche peggio.

Chiunque abbia mai fatto una sola ora di supplenza al mattino in una classe delle scuole medie e possa confrontarla con le scuole superiori può capirmi. In confronto, per me, gli studenti delle superiori sono dei lords inglesi. Attenzione, non sto dicendo che alle scuole medie siano tutti dei gran maleducati. Il fatto è che il passaggio tra il momento del gioco e il momento della lezione a quell’età non è così rapido né scontato. Questo significa che come insegnante devi impegnarti di più per:

  • catturare l’attenzione;
  • mantenerla per tutta la lezione.

Dici niente.

 

2.FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI

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Il conservatorio nasce per formare grandi musicisti. Il liceo musicale nasce per formare cittadini capaci di suonare a un buon livello almeno uno strumento musicale. La scuola media ad indirizzo musicale nasce per formare cittadini. Punto.

Nelle scuole medie la musica e l’apprendimento di uno strumento musicale concorrono alla formazione generale della persona. Se poi qualcuno vuole proseguire gli studi in un Liceo Musicale fino anche al Conservatorio ben venga, ma non è quello l’obiettivo principale.

Questo cosa significa per te, umile insegnante di percussioni? Significa che devi dimenticare il modo in cui hai imparato a studiare in conservatorio. Cioè, devi scordarti che i tuoi allievi possano anche solo lontanamente avvicinarsi al modo in cui tu studiavi in conservatorio. A patto che tu lo facessi come se fosse l’unica cosa che importava nella tua vita, come per me…

Ad esempio: ricordi le ore che hai passato davanti al pad? Le ripetizioni infinite alla marimba, l’allenamento quotidiano sui passi orchestrali, l’impegno e la passione con la quale passavi dalla scaletta di Do maggiore a suonare Keiko Abe a 4 bacchette?

Ecco dimenticatelo. Keiko Abe la studieranno un giorno. Forse. In un futuro lontano. Più probabile che non la studieranno mai, comunque.

E allora come si impara ad essere dei bravi insegnanti di strumento alle scuole medie? Semplice: tanta esperienza – motivo per cui gli insegnamenti di pedagogia dei corsi abilitanti fatti dai docenti di conservatorio non servono a nulla – e tanta pazienza.

Infine, se vuoi essere utile alla persona che ti sta di fronte, tanto impegno e lavoro. Leggi sotto

 

3. PREPARAZIONE DEGLI STUDENTI

Per entrare al liceo musicale, o in conservatorio, c’è un esame di ammissione da affrontare. Una difficile prova di abilità strumentale e di conoscenze teoriche. Questo significa che gli studenti arrivano già preparati sulle basi, il che tendenzialmente semplifica la vita di te insegnante almeno all’inizio.

Alle scuole medie invece di solito arrivano ragazzi che non hanno mai suonato lo strumento e che devono essere impostati da 0. E lo sai bene: impostare qualcuno su uno strumento è un lavoro difficilissimo, oltre che una grandissima responsabilità.

Il che ci porta direttamente al penultimo punto.

 

4. PROGRAMMAZIONE

In un Liceo Musicale puoi arrivare in classe con un brano, farlo ascoltare a al tuo studente e poi chiedergli che lo studi per la settimana successiva. Non sto dicendo che sia la strategia didattica migliore. Dico solo che, se vuoi, puoi farlo. La programmazione in questo caso è praticamente nulla, perché se sai come suonare il brano, ne conosci il valore all’interno del repertorio da studiare, e sai correggere gli errori del tuo studente, puoi anche limitarti a questo. Meglio se non lo fai, ma diciamocelo, può capitare.

Alle scuole medie è un’altra cosa perché:

  1. i brani che hai studiato in conservatorio, anche quelli dei primi anni, puoi probabilmente buttarli giù dal water. Troppo difficili. Devi partire dalle basi e dall’impostazione tecnica su tutti gli strumenti, come già detto.
  2. Per impostare correttamente un ragazzino devi programmare bene le strategie e i metodi didattici che vuoi utilizzare perché:
    • se sbagli potresti obbligare il tuo studente (e il suo futuro insegnante) a perdere mesi o anni per correggere gli errori appresi;
    • se non programmi bene cosa fare lezione per lezione (sia a breve che a lungo termine) rischi di annoiare e consumare la spinta iniziale che ogni ragazzo ha quando inizia a studiare uno strumento musicale.

E te lo confesso: io non sono un grandissimo guru da questo ultimo punto di vista. Cioè non ho ancora scoperto e trovato dei sistemi veramente efficienti e allo stesso tempo “divertenti” per togliere la pesantezza dello studio della tecnica. E non sono neanche uno che crede che semplicemente la tecnica all’inzio vada totalmente eliminata solo perché noiosa.

Non ho ricette pronte, non so come si fa. Ogni volta ci provo, sistemo in corsa, a volte fallisco e allora cerco di rimediare. Quando troverò il sistema perfetto scriverò un libro. E ti obbligherò a comprarlo.

Siamo arrivati quindi all’ultimo punto del mio discorso.

 

5. MOTIVAZIONE

Incoraggiata, cercata, curata e allo stesso tempo temuta (perché tende maledettamente ad affievolirsi) da ogni insegnante di strumento musicale.

Il fatto è che la motivazione in un ragazzino che a 11 anni inizia a studiare uno strumento musicale è VOLATILE. Più volatile che in un ragazzo di 14-15 anni.

Cioè: chi ti dice che se a 11 anni uno vuole suonare la batteria a 12 non voglia suonare la chitarra e a 13 la tromba? È assolutamente plausibile, naturale e sotto tanti punti di vista forse anche salutare. Però il sistema “scuola media” (come d’altronde quello del liceo) non prevede che tu possa cambiare strumento come se stessi studiando privatamente.

E allora tu insegnante dovrai sempre imparare a lavorare con alcuni studenti, spero per te – pochi -, poco motivati a prescindere dalla tua o dalla loro bravura. Non c’è nulla da fare, è così. E lavorare così non è semplice.

Al liceo succede la stessa cosa, ma, per la mia esperienza, capita più raramente. Il che semplifica notevolmente il tuo lavoro.

 

LUNGA VITA AGLI INSEGNANTI DI SCUOLA MEDIA!

Per queste ragioni io dico: lunga vita agli insegnanti di scuola media! Fanno un lavoro difficilissimo e importantissimo, probabilmente più difficile e importante rispetto a noi insegnanti del liceo.

Fortuna che alla fine ci sono sempre loro, gli studenti, che a prescindere dalla loro età alla fine dell’anno ti fanno sempre ricordare che tu fai il mestiere più bello del mondo. Ed è solo grazie a loro.

 

Se hai avuto esperienze di insegnamento con entrambi i gruppi d’età di studenti di cui ti ho parlato in questo articolo e hai qualche considerazione da fare, lascia un commento.